Quando sentiamo la parola azienda, pensiamo quasi automaticamente a un ufficio, a un capannone, a un negozio, a dei dipendenti oppure a qualcuno che emette fatture e, possibilmente, riesce anche a farsele pagare.
Tutto corretto, ma decisamente incompleto.
Un sistema aperto, non solo una partita IVA
L'azienda è una realtà molto più complessa. È un insieme organizzato di persone, risorse, competenze, relazioni e obiettivi. Soprattutto, non vive isolata dal resto del mondo: interagisce continuamente con clienti, fornitori, lavoratori, istituzioni, concorrenti, tecnologie e cambiamenti sociali.
In altre parole, l'azienda non è semplicemente un luogo in cui si produce qualcosa. È un sistema aperto, inserito in un ambiente che cambia continuamente.
E questo spiega perché un'idea valida oggi potrebbe non esserlo più tra cinque anni. A volte nemmeno tra cinque mesi.
Perché nascono le aziende?
Le aziende nascono per soddisfare bisogni umani attraverso la produzione e lo scambio di beni e servizi.
Una panetteria risponde al bisogno di alimentarsi. Un'impresa edile contribuisce a soddisfare il bisogno di abitare e utilizzare spazi adeguati. Un'agenzia di comunicazione aiuta aziende e professionisti a farsi conoscere, raggiungere clienti e costruire una reputazione.
Anche quando un'impresa nasce dalla passione, dall'intuizione o dall'ambizione personale di un imprenditore, deve comunque confrontarsi con un bisogno reale.
Possiamo amare moltissimo il prodotto che abbiamo ideato. Possiamo considerarlo innovativo, raffinato e persino rivoluzionario. Ma se nessuno lo ritiene utile, l'azienda avrà un problema abbastanza concreto.
Il mercato, purtroppo, non acquista i nostri sentimenti.
Per questo motivo, prima di avviare un'attività, è necessario chiedersi non soltanto che cosa vogliamo produrre, ma soprattutto: quale bisogno intendiamo soddisfare? E ancora: chi avverte questo bisogno in maniera sufficientemente forte da essere disposto a pagare per una soluzione?
Queste domande rappresentano il punto di partenza di qualsiasi progetto imprenditoriale serio e, naturalmente, di qualsiasi business plan che non sia stato scritto soltanto per riempire delle caselle.
L'azienda come macchina perfetta
Nel corso del tempo, gli studiosi hanno cercato di spiegare la natura dell'azienda attraverso prospettive diverse. Un primo approccio è quello meccanicistico.
Secondo questa visione, l'azienda può essere rappresentata come un insieme di meccanismi, procedure e regole di funzionamento prestabilite. Ogni attività viene analizzata, misurata e organizzata con l'obiettivo di ottenere risultati prevedibili.
L'azienda assomiglia, quindi, a un orologio: ogni ingranaggio deve svolgere il proprio compito e coordinarsi con gli altri.
Questo approccio ha avuto un ruolo importante nello sviluppo dei sistemi di produzione, della contabilità, del controllo di gestione e dei modelli matematici di previsione. E continua a essere molto utile.
Un'impresa deve conoscere i propri costi, misurare i tempi di produzione, controllare i ricavi e organizzare le attività. Affidarsi esclusivamente all'istinto è affascinante nei racconti motivazionali, un po' meno quando bisogna pagare stipendi, fornitori e imposte.
Il limite della visione meccanicistica è che le aziende sono composte da persone e operano in ambienti che non sempre si comportano secondo programmi prestabiliti.
I clienti cambiano idea. I concorrenti reagiscono. I dipendenti non sono bulloni. E gli algoritmi previsionali, per quanto sofisticati, non ricevono anticipazioni ufficiali sul futuro.
L'azienda come organismo vivente
L'approccio organicistico considera invece l'azienda come un organismo vivente.
Un organismo nasce, cresce, si sviluppa, reagisce agli stimoli e cerca di adattarsi all'ambiente che lo circonda. Allo stesso modo, un'azienda deve essere capace di modificare la propria organizzazione quando cambiano il mercato, la tecnologia, la normativa o le esigenze dei clienti.
Pensiamo a quante attività hanno dovuto trasformare il proprio modo di lavorare con la diffusione dell'e-commerce, dei social network, del lavoro a distanza e dell'intelligenza artificiale.
Alcune aziende hanno interpretato questi cambiamenti come opportunità. Altre hanno continuato a ripetere che il proprio settore aveva sempre funzionato in un determinato modo. Di solito, questa frase precede una fase non particolarmente brillante.
Considerare l'azienda come un organismo vivente significa riconoscere che la continuità non dipende dall'immobilità, ma dalla capacità di evolversi senza perdere la propria identità.
L'azienda come rete di relazioni
Secondo la teoria contrattualistica, l'azienda è costituita da una rete di rapporti tra soggetti diversi.
Esistono contratti con i dipendenti, accordi con i fornitori, obblighi verso i clienti, rapporti tra soci, finanziamenti, licenze, concessioni e collaborazioni professionali.
Alcuni di questi rapporti sono formalizzati in documenti dettagliati. Altri sono basati su accordi più semplici, consuetudini o fiducia reciproca. La qualità di queste relazioni incide direttamente sulla stabilità dell'impresa.
Un'azienda può avere un buon prodotto ma soffrire a causa di fornitori inaffidabili, ruoli poco chiari, soci in conflitto o collaboratori che non conoscono le proprie responsabilità.
La chiarezza dei rapporti non è burocrazia inutile. È uno strumento di prevenzione. Naturalmente, questo non significa che un contratto ben scritto risolva ogni problema umano. Significa almeno evitare che, quando il problema arriva, ciascuno ricordi un accordo completamente diverso.
L'approccio sistemico: osservare l'azienda nel suo insieme
La prospettiva oggi più completa è probabilmente quella sistemica. L'azienda viene considerata come un insieme ordinato di elementi che interagiscono tra loro: persone, beni, conoscenze, tecnologie, risorse finanziarie e finalità.
Nessuno di questi elementi può essere analizzato completamente da solo. Un nuovo macchinario modifica il processo produttivo, ma può richiedere nuove competenze. L'assunzione di una persona può migliorare la capacità operativa, ma aumenta i costi. Una campagna pubblicitaria può generare più ordini, ma diventare un problema se l'organizzazione non è in grado di gestirli.
Ogni decisione produce effetti su altre parti del sistema. Per questo, l'imprenditore non dovrebbe limitarsi a risolvere problemi isolati. Deve comprendere le relazioni tra le diverse aree dell'attività.
Fatturare molto e guadagnare poco
Aumentare le vendite, per esempio, non è sempre una buona notizia. Non lo è quando ogni vendita produce una perdita, quando manca liquidità per anticipare i costi o quando la struttura non riesce a rispettare le consegne.
Fatturare molto e guadagnare poco è perfettamente possibile. E anche piuttosto faticoso.
La funzione sociale dell'azienda
Ogni azienda svolge una funzione sociale, perché contribuisce a soddisfare bisogni individuali o collettivi. Produce beni e servizi, crea opportunità di lavoro, sviluppa competenze, genera relazioni economiche e può contribuire allo sviluppo di un territorio.
Anche una piccola impresa locale partecipa alla vita della comunità in cui opera. Acquista da fornitori, collabora con professionisti, forma lavoratori, paga imposte e offre soluzioni ai propri clienti. Le sue decisioni non riguardano soltanto il proprietario, ma coinvolgono numerosi soggetti.
Questo non significa che ogni impresa debba trasformarsi in un'organizzazione benefica. Significa riconoscere che l'attività economica ha sempre conseguenze sociali. La responsabilità di un'azienda si misura anche nel modo in cui tratta le persone, comunica, utilizza le risorse e mantiene gli impegni assunti.
La funzione economica: creare valore per durare
Accanto alla funzione sociale esiste la funzione economica. L'azienda deve creare valore e raggiungere un equilibrio che le consenta di continuare a operare nel tempo.
Nelle imprese orientate al profitto, questo comporta la capacità di generare ricavi superiori ai costi e remunerare il capitale e il lavoro impiegati. Nelle organizzazioni pubbliche o non profit, l'obiettivo non è necessariamente distribuire utili, ma rimane indispensabile utilizzare correttamente le risorse e garantire la sostenibilità delle attività.
Non basta quindi avere una buona finalità. Un progetto può essere socialmente utile, culturalmente interessante e moralmente impeccabile. Se non dispone delle risorse necessarie per continuare, prima o poi si interromperà.
Un'azienda che non soddisfa alcun bisogno non ha una vera ragione economica per esistere. Ma un'azienda che soddisfa bisogni senza riuscire a sostenere i propri costi non può durare a lungo. Le due funzioni devono convivere.
L'equilibrio aziendale non è mai immobile
Per descrivere la capacità dell'impresa di mantenersi in equilibrio possiamo utilizzare il concetto di omeostasi aziendale. Il termine deriva dalle scienze biologiche e indica la capacità di un organismo di adattarsi ai cambiamenti mantenendo condizioni interne compatibili con la propria sopravvivenza.
Applicato all'azienda, descrive un processo continuo di aggiustamento. Quando aumentano i costi delle materie prime, l'impresa deve rivedere prezzi, fornitori o processi. Quando cambiano le preferenze dei clienti, deve modificare l'offerta. Quando entra una nuova tecnologia, deve decidere se adottarla, ignorarla o integrarla gradualmente.
L'equilibrio aziendale, quindi, non è statico. Non si raggiunge una volta per tutte. Deve essere ricostruito continuamente attraverso decisioni, investimenti, correzioni e talvolta rinunce.
Anche non decidere è una decisione. Generalmente presa dal mercato al posto nostro.
Studiare l'azienda per imparare a decidere
Comprendere che cosa sia un'azienda non serve soltanto a superare un esame di economia aziendale. Serve a leggere la realtà, valutare un progetto imprenditoriale e comprendere perché alcune organizzazioni riescono a evolversi mentre altre restano bloccate.
Le diverse teorie non devono essere considerate necessariamente alternative. L'azienda è contemporaneamente un insieme di procedure, un organismo capace di adattarsi, una rete di relazioni e un sistema composto da elementi interdipendenti. È proprio questa complessità a renderla difficile da governare, ma anche estremamente affascinante.
Perché creare un'impresa non significa soltanto produrre qualcosa. Significa costruire un sistema capace di soddisfare bisogni, generare valore e continuare a evolversi mentre tutto ciò che lo circonda cambia.
L'indice della serie "Cultura d'impresa"
Questo articolo introduttivo apre una rubrica in 10 tappe: ogni concetto qui accennato diventa un approfondimento autonomo, con una domanda critica e un elemento concreto da portare nel tuo business plan.
- Perché nascono le aziende: prima il bisogno, poi il prodotto
- L'azienda come macchina perfetta: l'approccio meccanicistico
- L'azienda come organismo vivente: adattarsi senza perdere identità
- L'azienda come rete di relazioni: contratti, ruoli e fiducia
- L'approccio sistemico: ogni decisione ha effetti sul tutto
- Fatturare molto e guadagnare poco: la trappola dei ricavi
- La funzione sociale dell'azienda: creare valore per il territorio
- La funzione economica: creare valore per durare
- L'omeostasi aziendale: l'equilibrio non è mai immobile
- Studiare l'azienda per imparare a decidere: le quattro prospettive
A cura della prof.ssa Claudia E. Stomeo.
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